di Francesco Redi

Non tutti sanno che prima di organizzare la Tiramisù World Cup, facevo altro. Ho studiato tanto, ho conseguito Master e ho lavorato nel direttivo dell’Università Europea per il Turismo dove ho anche insegnato (un grandissimo progetto, il più bello) e soprattutto ho viaggiato molto, soprattutto in Oriente.

Viaggiare mi ha formato molto e aperto la mente e mi ha permesso di conoscere tantissime persone fantastiche. Ma spesso, troppo spesso, cenavo fuori al ristorante e la cosa che saltava all’occhio era che in tutti i menù ci fosse il mio adorato tiramisù. Il tiramisù mi ricordava casa. Fintanto che ho vissuto dai miei genitori, per il mio compleanno chiedevo a mia mamma vagoni di tiramisù, ipnotizzato dalla crema e dai biscotti.
Durante queste mie cene all’estero, ricordavo che quando ero arrivato a Treviso a fine degli anni 70, tutti erano già pazzi per questo dessert, fieri che fosse proprio originario di questa città.

Ma già nel 2000 il tiramisù era dappertutto. Allora, lo ordinavo e interrogavo i commensali di turno.
“Di dove è il tiramisù?” e i miei colleghi, distratti e golosi, spesso non sapevano rispondere. “Japan! Ti-ra-mi-su!” si lanciava qualcuno forse in vena di scherzi. Altri “Argentina!” confondendolo con il tres-leches (altro dessert che adoro).
Molti sapevano fosse italiano ma non riuscivano ad indicare di dove, ma dicevano di avere un parente, una mamma, una zia, un marito o un amico che faceva il tiramisù più buono del mondo. “In verità” pensavo “mia mamma fa il tiramisù più buono del mondo”, per cui ero convinto che mentissero. Tornato a Treviso in pianta stabile, nel 2013 mi capitò di tornare a mangiare il tiramisù fatto come si deve… e pure qui era pieno di gente che faceva il tiramisù più buono del mondo. Ma la scoperta più incredibile di tutte è stata trovare su Twitter tanta gente da ogni parte del mondo che diceva di aver preparato o mangiato il tiramisù più buono del mondo… ce n’erano 100 ogni ora!
…Ero molto confuso…

Un paio d’anni dopo, imparando più cose su Google, ho visto che “tiramisù” è ricercato nel mondo 2 volte e mezzo il termine “Prosecco” e metà “Venezia”, salvo superare quest’ultimo a Natale, quando ha dei picchi di ricerca. “Wow” ho pensato “come si può fare per raccontare le bellezze di Treviso e di questa parte d’Italia a tutte queste persone che ricercano “tiramisù”? Come si potrebbe far arrivare i golosi di tutto il mondo nel Nord-Est?”
Pensandoci nei mesi a venire, mi venivano in mente le parole del mio Maestro, il prof. Salvatore Messina, accademico e studioso ma anche buongustaio che, quando assaggiava qualcosa di veramente buono esclamava: “…è da campionato mondiale!”

Un campionato mondiale di tiramisù …. che idea bizzarra! Ma solo tra amatori, perché il tiramisù è fatto in casa… così vediamo chi veramente lo fa più buono del mondo!
Ne ho parlato per un po’, ho stressato Marta – la mia dolce metà – ho scritto un articolo scientifico che ne spiega il modello organizzativo, e più di qualcuno ancora mi rideva dietro, fino a quando assieme a Martina, Debora e Carlotta abbiamo organizzato la prima edizione che ha spaccato e ha segnato sicuramente un momento importante per la storia di questo dessert.
Oggi la storia siete voi, con le vostre ricette, i team, gli allenamenti, le gare e i vostri fantastici post con le creazioni golose.

Ma una cosa continuano a chiedermi… il tiramisù è trevigiano o friulano?

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